Ufficio Stampa

 

Il giorno 2 settembre 2015 è venuto a mancare, dopo una breve ma inesorabile malattia, il nostro Direttore Roberto Antonucci.

In qualità di Vice Direttore ho ritenuto opportuno continuare la sua opera di coordinamento e direzione del Centro per la Vita, spinto  non tanto da motivazioni di carattere istituzionale e burocratiche, ma da un sincero sentimento di amicizia e affetto nei confronti della persona.

Mi sto quindi occupando della gestione ordinaria del Centro fino al rinnovo del Consiglio Direttivo che avverrà con le elezioni previste per il 10 aprile 2016.

 

                                                      Giuseppe Basile

RICORDO di ROBERTO

 

Ciao Direttore,

come ti ho detto il giorno del tuo settantesimo compleanno, sei stato per me il miglior amico ed il miglior Direttore che si potesse desiderare.

Purtroppo amico e Direttore da poco tempo e per troppo poco tempo.

Amico sincero, paziente e disposto sempre ad ascoltare i miei sfoghi e le mie chiacchiere nei nostri frequenti e spesso lunghi incontri.

Ci siamo conosciuti al Centro e da subito si è creata tra noi una intesa particolare nel modo di collaborare e di affrontare gli impegni che il Centro ci richiedeva.

Direttore impegnato, serio, pronto ad affrontare con capacità e sincera partecipazione le delicate situazioni che dovevi gestire negli incontri quotidiani con le persone che si rivolgevano al Centro.

Mediatore attento e competente nella gestione dei rapporti tra gli operatori, non sempre semplici e sereni. Generoso senza riserve nei confronti di chiunque si rivolgeva a te per confidare le proprie difficoltà.

Ci hai lasciato troppo presto, quando ancora avevamo bisogno della tua presenza e disponibilità, ma come ci insegna la nostra fede, tu sei e sarai sempre presente in mezzo a noi.

Ci hai preceduto nella casa del Padre, ma per noi sarai per sempre il nostro Direttore.

                                                                                                                                                                                                                Pippo

IL CENTRO D’ ASCOLTO

TRA MEMORIA, COMUNICAZIONE, PROGETTUALITÀ

 

Tornare su un percorso può essere significativo per se stessi, ma lo è di più quando esso diventa spinta oltre che memoria: qui la bussola che orienta queste righe, le quali racchiudono il pensare accanto al fare, lo scoprire accanto al soccorrere, lungo il percorso condiviso di un servizio volontario rivolto all’aspetto più tenero e quindi più fragile della Vita.

Il nostro ritrovarsi nei “lunedì” stabiliti, è teso all’ascolto della persona, all’accoglienza di quello che essa è e porta con sé, alle eventuali visite domiciliari, alla messa a punto delle schede. Ciò che maggiormente ci interpella è la difficoltà: una maternità imprevista, un parto trigemellare, l’abbandono da parte del partner o situazioni di stolking da esso provocata, mancanza di lavoro con quanto di scompenso porta con sé ai vari livelli, sia economico che relazionale.

Va subito detto, tuttavia, che accanto alle difficoltà spuntano, più o meno subito, i punti di forza: le nostre personali risorse sollecitate dall’ascolto attivo, gli specifici incontri fra operatori del C.d. A.(‘ascolto’ e ‘magazzino’),  la collaborazione con le varie realtà del  territorio, quali i Servizi Sociali del Municipio, del Consultorio, del DSM, le Cooperative sociali, gli Asili nido, i Gruppi sociali studenteschi (“Labriola” e “Anco Marzio”), con cui il Centro costituisce reti per soluzioni più adeguate, specie in caso di situazioni complesse: come quelle di nascite plurigemellari o di situazioni familiari che richiedono accompagnamento più articolato (contatto con GIL, gruppo di lavoro integrato).

Tra le risorse, frutto della collaborazione con l’Università “Roma 3”, il tirocinio compiuto da studenti della Facoltà Socio-Educativa: quest’anno è stata tra noi una laureanda nel settore “Educatori di Comunità” che ha portato a noi carica di freschezza innovatrice e attingendo a sua volta da noi opportunità di esperienza sul campo.

Lo stesso si può dire del Progetto “Ideas-Europa”, realizzato in alcune classi delle Scuole “Traiano” di Dragona e “Corelli” di Ostia, che, oltre a sensibilizzare ragazzi dell’età evolutiva ad aprirsi all’altro-da-sé, ha coinvolto insegnati e genitori nella conoscenza interattiva con i volontari di varie associazioni, tra cui la nostra.

Reti, abbiamo detto, sì, perché solo insieme è più possibile l’obiettivo di quell’autonomia della persona, che costituisce il vero senso dell’azione sociale.

Valga qui l’esempio di un’esperienza di microcredito, riguardante l’acquisto, da parte del Centro, di un’auto usata, ma ben funzionante, che ha costituito un vero e proprio posto di lavoro, con possibilità di periodica, dignitosa restituzione, oltre che di mantenimento  della propria famiglia.

Nell’elenco delle risorse, la dolorosa registrazione di un vuoto: la perdita di Roberto che ha comportato il permanere nell’ ordinarietà, senza la messa in opera di altri progetti, ma anche senza che venisse meno l’intento di fedeltà alla nostra fisionomia di servizio che vuole avere e custodire i tratti della gratuità, la disposizione empatica a porsi nei panni dell’altro, consapevoli che  non c’è mai un dare senza ricevere e con l’intento, sempre rinnovato, di dare nome-cognome-volto, cioè aiuto differenziato e quindi corrispondente ad ogni realtà che a noi si rivolge.

Sempre con l’obiettivo di far convergere ogni gesto ed ogni intervento su quell’esito che produce qualità di riscatto e cioè autonomia.

Gabriella


 


Il Centro per la Vita di Ostia -  il Presidente F. DE DONNO

La giornata per la Vita - PIPPO   

Una esperienza al Centro di Ascolto - R. ANTONUCCI

Il Cineforum - M. MANCINI

Sensibilizzazione all'affido - I. MINERVA

Incontri nelle scuole - V. PAPA

Convegno LE ALI DELLA PREVENZIONE

Volare - FLORA                 Cinque per mille - ANITA

Solidarieta' familiare - ROSARIA

Foglio illustrativo Centro per la Vita